Gianni Schiavon
Dottore di Ricerca in Storia delle Arti Visive
e Dottore in Conservazione dei Beni Culturali.
Critico, Curatore e Consulente per l’Arte
del Novecento e Contemporanea.
Allievo di Fabrizio D’Amico, mi laureo con lode in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Pisa e nel medesimo ateneo, col quale collaboreró come assistente e cultore della materia dal 2003 al 2009, conseguo il titolo di Dottore di Ricerca in Storia delle Arti Visive nel 2006 con una pubblicazione dal titolo Pittura espressionista a Roma nel V decennio del XX Secolo.
Con Vincenzo Farinella curo nel 2004 la retrospettiva Andrea Cefaly. Il Maestro ritrovato, presso il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro (poi alla Fondazione CaRiCal di Cosenza nel 2005), la collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno (dal 2008 al 2012) per la quale realizziamo l’allestimento degli spazi espositivi e, nel 2011, la grande mostra L’eredità di Fattori e Puccini. Il Gruppo Labronico tra le due guerre, ai Granai del Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, mentre nel 2008 coopero alla mostra presso il Museo Civico Fattori dal titolo Due capolavori ritrovati realizzando il testo dedicato a Llewelyn Lloyd. Con D’Amico partecipo al catalogo della mostra Toti Scialoja – Opere 1983-1997 alla Galleria dello Scudo di Verona (2006) e al catalogo della mostra I Basaldella, a Villa Manin di Passariano del Friuli, con un testo su Afro Basaldella (2010). Nel 2012 partecipo con il testo Angelo Savelli, dagli esordi alla svolta astratto-cubista al catalogo della mostra curata da Alberto Fiz dal titolo Angelo Savelli. Il maestro del bianco, presso il Museo MARCA di Catanzaro, mentre dal 2013 sono direttore della Galerie 21 di Livorno per la quale curo in un decennio oltre trenta mostre personali dedicate ad artisti storici e contemporanei. Nel 2021 faccio parte del comitato scientifico per la grande antologica dedicata dal Comune di Livorno a Mario Puccini partecipando al catalogo con il testo Mario Puccini. Le esposizioni, la critica, l’eredità e, successivamente, al catalogo della mostra I Macchiaioli. L’avventura dell’arte moderna – presso Palazzo Mazzetti di Asti e successivamente al Museo Revoltella di Trieste – con il saggio Il Naturalismo in Toscana: dagli afflati millettiani e bretoniani al consolidarsi del genere.
Nel 2022 curo la mostra antologica di Piero Gilardi presso il Museo della Città di Livorno e partecipo al volume dedicato a Giulio Paolini intitolato O.D.E. con il testo O.D.E. Genesi dell’opera, mentre nel 2023 realizzo il testo critico della nuova monografia di Pino Pinelli per Galleria Gilardi e Archivio Pino Pinelli. Sempre nel 2023 sono tra i curatori del volume Un figlio della civiltà delle immagini. Viaggio nei libri di Italo Calvino e curo con l’artista CCH l’installazione di Franco Mazzucchelli per la chiesa di San Domenico ad Alba.
Negli anni numerose sono le lezioni tenute per il F.A.I. di Livorno – in particolare inerenti la pittura macchiaiola, postmacchiaiola e labronica – andate ad aggiungersi ai cicli di conferenze del 2008 e 2010 per l’Associazione Culturale Dante Alighieri, in Svizzera.